Navigazione veloce

Convegno nazionale: i poliesteri

Il 30 maggio 2014 AICTC è di nuovo ospite di Uninsubria al chiostro di S. Abbondio, come per la grande giornata sulla stampa inkjet di due anni fa, di cui avevamo fatto la blog-cronaca in diretta, replicando poi con il convegno di Dalmine sui tessuti tecnici che è invece qui. (entrambi hanno traslocato rispetto agli URL iniziali dopo la ristrutturazione del nostro sito).

Oggi il tema sono i poliesteri – al plurale ovviamente perché, anche e forse soprattutto nel tessile, alla straordinaria predominanza del PET  si affiancano molte altre realtà, che toccano tutti gli aspetti della tecnologia delle fibre e dei loro impieghi, compresi quelli biotecnologici. Anche stavolta il Setificio è presente con un nutrito gruppo di insegnanti e di studenti, ringraziando gli organizzatori per la disponibilità, e ripropone la “webcronaca minuto per minuto” che ha già avuto successo in precedenza.

Dopo i saluti del prof. Umberto Piarulli di Uninsubria e di Ermanno Barni, anima storica dell’associazione, nonché di Giuseppe Crovato, attuale presidente, la prima sessione è presieduta da Piero Sandroni.

Poliesteri: sintesi, classificazione e proprietà è il tema di Giulio Malucelli, del Politecnico di Torino.
Si tratta di una vera e propria lezione sullo stato dell’arte in materia di produzione di poliesteri, con riferimento alle diverse categorie più rilevanti nei diversi settori di impiego. Presenta le sintesi e le possibilità d’uso dei poliesteri termoplastici (tra cui dominano polimeri e copolimeri a base di acido tereftalico), termoindurenti ed elastomeri.
Viene l’impressione che la registrazione possa diventare un must per gli approfondimenti monografici in Tecnologia chimica e Chimica organica, per mostrare soprattutto ai nostri studenti della sponda chimica quali siano le molteplicità di problemi e di idee nella sintesi e nella caratterizzazione di questi fondamentali materiali, non soltanto – ma soprattutto – nel campo tessile.

Con Giuliano Freddi di Innovhub-Stazione Sperimentale Seta ci si sposta sull’aspetto complementare: Poliesteri di origine microbica: produzione e applicazioni. Dopo una carrellata che confronta le varie categorie di poliesteri circa biodegradabilità e biosintesi degli intermedi, ci si sposta sui poliidrossialcanoati e sui batteri che, tenuti a dieta stretta,  producono questi poliesteri alifatici come materiali di riserva di carbonio, in quantità notevolissime. La ricerca riguarda le materie prime di partenza, che tipicamente sfruttano materie vegetali di recupero (bagasse e melasse, in particolare). Le proprietà possono essere molto diverse e vanno dagli imballaggi ai materiali biomedici. La sfida é quella di abbassare i costi ed aumentare i volumi di produzione, oltre alle tecniche di raffinazione.

Dopo il primo coffee break con gli scambi di opinioni fra relatori e ospiti, seconda parte.

Elena Ruffino di Intertek affronta il problema delle Aspettative e richieste del mercato: rispetto agli aspetti tecnici, incluso ovviamente quando previsto dal REACH, ma anche quanto richiesto da altri generi di istanze di eticità e sostenibilità. Nota fra l’altro come il RAPEX, il servizio di controllo EU sui manufatti pericolosi, rileva prodotti tessili per ben il 34%. Nel B2B l’evoluzione delle attese del mercato comporta molti rischi, da quelli legati a condizioni di produzione che riteniamo inaccettabili, a quelli derivanti dalla qualità del prodotto.  Il rischio per noi più rilevante é quello chimico; allergeni come DMF, e addirittura i coloranti azoici banditi, sono presenti con sorprendente frequenza nelle merci importate. Importante allora saper anche scegliere il laboratorio di prova, perché le analisi chimiche – oltretutto quando si parla di quantità prossime ai limiti di rilevabilita – richiedono competenze non superficiali. Analizza poi il caso emblematico della Cina, che “a differenza di noi” i controlli li fa, e interviene sui trasgressori in maniera totalmente drastica.

Guido Zanetta di Sinterama, una delle più importanti filature di poliestere ancora presenti in Europa, ci porta su Biopolimeri: il punto di vista di un produttore di filo poliestere. Tra l’altro, per l’80 filo colorato.
Cerca di fare il punto su temi che i consumatori non necessariamente sanno decifrare, tra temi come quelli dell’origine e della degradabilità di materie prime e prodotti finiti. Quindi, per esempio, distinguere tra veri biopolimeri e altri come PLA o PTT che sono di sintesi, anche se vengono da materie prime biologiche, ovviamente anche senza entrare nelle assai più subdole e truffaldine pratiche di “greenwashing”. Descrive quindi la loro esperienza aziendale sui due citati polimeri, sia per usi abbigliamento – arredo, sia per usi tecnici. Le prospettive di crescita del mercato sono importanti: in 5 anni oltre il 500%, specie ricordando che le quantità di materie prime per bioplastiche non sono tali da mettere in crisi la produzione per usi alimentari e mangimistici, che è sempre un punto di valore etico quado si tratta di materie prime rinnovabili.

Daniele Dossi porta le esperienze di Radici Group sui filati: Dalla LCA alla certificazione ambientale di rodotto alla PCR (nonostante le sigle, linguaggi e temi sono ora più immediatamente familiari ai nostri redattori-tessitori, che con la chimica delle precedenti relazioni han sudato parecchio!).
Il tema forte della relazione è la complessità di un autentico percorso che porti dalla LCA (analisi del ciclo di vita) alle PCR (product category rules), in base a riscontri e indicatori verificabili. Cominciando da quelli ambientali, e cercando di restare a galla nella selva di acronimi in circolazione… Non è trascurabile il fatto che proprio il gruppo multinazionale di origine lombarda ha dato un contribuito di primo piano alla definizione degli indicatori, in un settore che era rimasto ancora a margine degli studi di questo tipo.  Tenendo conto dell’importanza che va acquistando la tintura in massa, mostra in anteprima assoluta i risultati del loro primo studio di LCA cradle-to-grave. Notevole, come già anche nella relazione precedente, l’attenzione al filato da bottiglie riciclate. Tra l’altro emerge il grande vantaggio, rispetto a tutti gli indicatori, della tintura in massa (che potrebbe essere una bella sfida sia per i nostri tintori sia per i creativi… E qualcuno di noi, che dice da lustri che le fibre naturali hanno un impatto ambientale spesso assai più pesante rispetto a talune sintetiche, sembra ridere sotto i baffi).
A quando, chiede in chiusura, nei capitolati di prodotto ci saranno anche le specifiche sul green design?

Pausa pranzo!

Nel pomeriggio, con la presidenza di Antonio Mauro, la prima relazione è di Jordi Sabat per Archroma. Il tema della presentazione è Strategies to promote the sustainable growing of printed PES.  La stampa serigrafica su PET è ancora aperta all’innovazione sia tecnologica sia ambientale; in questo caso vediamo come una nuova gamma di coloranti dispersi possa eliminare la necessità di concludere la tintura con un lavaggio riducente alcalino. Gli esempi sono riferiti alla loro nuova classe di coloranti Foron®S-WF, che offrono tra l’altro elevata solidità alla sublimazione e a umido, eliminando praticamente la necessità di lavaggio riducente. L’innovazione premette oggi di raggiungere risultati importanti su articoli che il mercato tendeva ad abbandonare, come le miste cotone- PET: che possono ora essere stampate con ottimi risultati usando reattivi e dispersi, che risultano fissati con un processo molto più semplice. Tra l’altro, con risultati accettati da ogni standard ambientale.

Antonio Andretta presenta per Klopman Poli-cotone: una mista di ieri, di oggi e di domani, e quindi lo stato dell’arte del loro lavoro di quasi mezzo secolo su poliestere-cotone. Ripercorre la storia del PET, che lo stesso W.H. Carothers aveva sottovalutato a causa di alcune proprietà non soddisfacenti, per essere riscoperto poi nel 1941 in UK. La loro ditta, nata nel ’68, continua a guardare con attenzione ai settori originari della lavanderia industriale e degli abiti da lavoro, sviluppando comunque supporti sempre nuovi. Analizza le diverse problematiche tecniche (bruciapelo, pilling, candeggio, mercerizzo, tintura) da superare per ottenere elevate prestazioni anche di riproducibilità nel tempo. Cita inoltre la partecipazione al progetto CRAFT, che riguarda anche la resistenza alla fiamma tramite la deposizione di nanoparticelle inorganiche, e la stampa con inchiostri elettroluminescenti. Un altro progetto riguarda tessuti antibatterici con CuO.  In prospettiva, vi sono tessuti con sensori incorporati.

Stefano Cavestro di Huntsman (di cui viene ricordata la provenienza dal Setificio) tratta il problema dell’ottenimento di intensità di tinte elevatissime anche su microfibra: Ultra deep shade enhancement effect. Ricorda le differenze di penetrazione e resa tintoriale che si hanno al diminuire del diametro /titolo dei singoli filamenti. Un nuovo ausiliario, Dicrylan®SD, permette di ottenere intensità cromatiche molto maggiori, unite a resistenza al lavaggio. Il trattamento, che sfrutta la capacità di polarizzare la luce, è idoneo sia per poliestere sia per altre fibre (anche se con effetti diversi in funzione della fibra). Il prodotto non é applicabile per esaurimento ma fornisce risultati molto riproducibili a foulard – come emerge dal breve dibattito successivo – mentre non da’ esiti significativi su stampe con ampie aree bianche o con coloranti fluorescenti.

Andrea Turiano, con Poliestere: la lavorazione e la nobilitazione secondo Reggiani, presenta l’attività dell’azienda, che recentemente ha acquisito anche Mezzera e che distribuisce la propria produzione quasi interamente sull’export. La lavorazione del cotone-PET permette di raggiungere effetti di mano molto “naturali”. La forte componente di innovazione consentita dalle nuove linee consente di avere qualità di stampa elevate, ad inkjet, sia con stampa dispersa “diretta”, sia con diretta con sublimazione, infine con sublimazione transfer. È notevole l’apertura verso il mercato dell’automotive stampato, oggi non sostanzialmente rilevante, ma anche un rilancio significativo del transfer, superando una immagine “povera” da sempre associata a questa tecnica. Importante l’apporto dato dall’esperienza Mezzera e dalla collaborazione con Huntsman.

 

Lucio Corbellini, Ad di Noseda, propone la logica produttiva di AcquaZERO®: massima flessibilità e minimi consumi nella tintura di filati e tessuti in poliestere. Esplora quanto i mercati attuali richiedono alle macchine da tintura. Facendo riferimento a quanti detto in precedenza, osserva che mentre micro e nanofibre, o fibre cave, richiedono tinture che sfiorano la saturazione, le esigenze di sostenibilità spingono verso la massima riduzione dei consumi di risorse. La logica AcquaZERO® oggi copre il 100% della loro produzione, si è sviluppata grazie a ricerche concentrate su fluidodinamica e meccatronica. Un apparecchio deve essere in grado di dare i risultati attesi su tessuti o filati che possono avere caratteristiche molto differenti. Tanto le macchine di tintura su corpi avvolti sia le macchine a jet senza aspo devono confrontarsi con un costo dell’acqua che supera i 2€/m³ e potrebbe raggiungere presto i 4€/m³ del Nordeuropa. Per le macchine a jet si é arrivati oggi a tingere fino a 600 m/min anche su microfibra o su tessuti da 400 g/m², con il trascinamento solo ad acqua. Ciò che veniva proposto come prototipo ad ITMA 2012, dopo essere entrato in commercio in Giappone, oggi è pienamente operativo anche sui nostri mercati.

 

Tocca ora ad Antonio Perico: Applicazione, eliminazione e depurazione di incollaggi ed ensimaggi per filo poliestere continuo. Presenta gli sviluppi che Bozzetto group dedica all’incollaggio per sintetiche, tra cui in particolare il PET. Viene considerato lo scopo dell’incollaggio su ordito, necessario se le torsioni non molto elevate o se non c’è un elevato interlacciamento.  Dopo aver discusso il tipo di incollatura a filo singolo, frazionale, descrive l’importanza delle colle poliestere solfonate, molto versatili e compatibili anche con telai ad acqua (ma relativamente meno comuni sui tessuti provenienti dall’Oriente). Le colle acriliche presentano elevata variabilità e versatilità, sono molto usate in Asia, però sono meno affini e più costose. Gli alcol polivinilici, comuni per il filato cotoniero, non hanno uso importante per i filati continui. Le loro ricerche su resime poliestere portano ad una riduzione del COD per la depurazione che supera il 60%. Per gli avvivaggi, l’introduzione di derivati contenenti molti gruppi carbonilici (da esteri e carbonati) da’ esiti nettamente superiori agli oli minerali e ai dioli polieteri. Su domanda del prof Corbani, conferma il problema di reticolazione in bruciapelo dei compound con PVA.

Emanuela Guido, infine, espone i più recenti sviluppi dell’Università di Bergamo nei trattamenti sol-gel nei trattamenti antifiamma: Proprietà antifiamma ed anti-dripping di poliestere trattato via sol-gel con particelle di bohemite. Procede con un rapido riassunto del meccanismo di combustione su fibre in macromolecole poliestere o cellulosiche, con o senza la decomposizione termica della molecola e con i possibili meccanismi che ostacolano la propagazione di fiamma. Illustra le evoluzioni nella preparazione di sol-gel da precursori a base di derivati silicici idrolizzabili. L’uso di bohemite (alluminio ossido idrossido) insieme ai derivati organosilicici è interessante perché evita di usare elementi non graditi dal mercato o addirittura vietati. Il materiale microceramico risultante dai vari tipi di trattamenti mostra significativi miglioramenti rispetto alle proprietà termiche, incluso il gocciolamento e l’emissione di fumi neri. Il rivestimento sol-gel riesce a creare un vero e proprio ed investimento silicico-alluminico che pare promettente per ulteriori sviluppi.

La chiusura spetta al presidente di AICTC Giuseppe Crovato, che ringraziando tutti per la partecipazione invita alla seconda parte di questo incontro sui poliesteri che si terrà in autunno a Dalmine. Al termine, dopo una pausa, i soci si riuniscono per l’assemblea.


Il testo preso in cronaca diretta è stato successivamente riveduto ed integrato con il contributo di studenti della 4^ Moda del Setificio: Arianna Boehm, Clara Castelli, Francesco Giusti, Annamaria Rampoldi, Cristina Tugulea.

(articolo letto 843 volte)

  • Condividi questo post su Facebook

Lascia un commento

Devi fare il log in per inserire un commento.