Istituto Statale di Istruzione Superiore Paolo Carcano

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Come il tessile cambia la storia: variazioni sul tema

I tessili cambiano la storia?

Molti di noi al Setificio sono convinti di voler diventare players di un gioco di alto livello, fatto di creazione artistica, di eleganza, di fantasia; o, meglio ancora, di essere già dei giovani giocatori allenati, pronti per essere selezionati da qualche grande squadra, anche perchè il nostro è uno dei pochi giochi dell'economia che tira alla grande anche in questo momento di crisi interminabile. Giocando nei nostri diversi ruoli: chimici, tessitori, disegnatori... meglio ancora se un giocatore è versatile e può spostarsi in diverse parti del campo a seconda di come va la partita.

Ed è vero, ed è giusto che sia così. Ma la cosa formidabile è che non c'è solo quello. Riusciamo a pensarci anche come parte di una realtà scientifico-tecnica veramente innovativa, hi-tech, che costruisce il futuro?

Chiarisco ancora di più la domanda: quanti di noi alla fine delle scuole medie hanno scelto il Setificio anche, o soprattutto, per essere avanti? o magari hanno capito, strada facendo, le potenzialità che questo mondo ci offre, e quanto sia stata una bella idea salire le scale di via Castelnuovo?

Facciamo qualche esempio, così ci capiamo meglio.


A Bergamo, il 31 maggio prossimo, si terrà il Convegno Nazionale Il tessile da realizzare: tecnico e funzionalizzato, organizzato dell'AICTC (come le due giornate cui abbiamo partecipato nel 2012, quella di Milano sull'antifiamma e quella di Como sull'inkjet).

Guardate il programma in pdf:  si va dall'abbigliamento sportivo per motociclisti ai pezzi di ricambio chirurgici per tendini e legamenti; dai materiali per l'elettronica o l'edilizia a quelli per sensori biomedici, per arrivare alla stampa inkjet, inclusa quella 3D. Già, la stampa 3D: mi sembra sia passata un'era geologica, da quando ho visto per la prima volta una stampante 3D già commerciale, ed era solo una dozzina d'anni fa.

Sarebbe stato bello poter andare in massa a Bergamo, come a S. Abbondio a settembre, però sarebbe stato complesso e, soprattutto, alla fine della scuola abbiamo troppi altri impegni. Così abbiamo scelto di partecipare con un gruppetto di pochi ma buoni, probabilmente un paio di docenti ed una decina di studenti, scelti nelle quinte (o anche nelle quarte? e magari perchè non nelle terze?), sia del diurno sia del serale.

I dettagli saranno definiti in questi giorni, la scelta dei partecipanti sarà soprattutto per chi sta lavorando a progetti specifici per gli esami, e/o sarà in grado di partecipare in modo stimolante. L'intenzione è quella di replicare la "web-cronaca" integrale, come abbiamo fatto a settembre. Ne abbiamo già parlato in diverse classi, gli eventuali interessati si facciano vivi!

 


 

Passando ad un altro argomento, stanno circolando i primi call per il simposio New Directions: examining the past, creating the future, che si terrà all'UCLA, nel settembre 2014 (i grandi avvenimenti di interesse mondiale vanno organizzati con un paio d'anni d'anticipo!).

Il tema sarà: pensiamo a come nel passato la storia umana è stata cambiata grazie a ciò che fa parte del mondo tessile, per vedere come potrà di nuovo cambiare grazie a qualcosa che oggi magari non esiste, ma già domattina, chissà...

Non sono in grado di dire nulla sul simposio (e non so se riusciremo ad andare a Los Angeles per partecipare), ma pensiamo solo a una piccolissima scelta delle innovazioni legate al tessile e che hanno portato a grandi cambiamenti nella storia dell'umanità.

Iniziando magari dalla tintura, che è tra le più antiche forme di produzione industriale e che ancora oggi viene fatta con metodi derivati da quelli del Neolitico. Probabilmente nella stessa epoca, filatura e tessitura; poi la trasformazione dei tessuti in quelli che oggi chiamiamo compositi ma che da millenni sono insostituibili in ogni tecnologia. Eccetera

 


 

Esercizio di stagione: proviamo a pensare ad alcune tra le innovazioni venute dal tessile che hanno rivoluzionato la società e dato una svolta alla storia, limitandoci magari solo all'ultimo secolo e mezzo? Ne tiro fuori cinque ad esempio, tra quelli che spesso ricordiamo nelle lezioni e che servono anche come spunto per possibili tesine interdisciplinari

- 1856, il vostro coetaneo Billy Perkin inventa il primo colorante sintetico, subito lo commercializza e nel giro di pochissimi anni la possibilità di avere finalmente coloranti economici e per tutti diventa una realtà così importante che a una di quelle tonalità viene dato (e rimane) il nome di Magenta, in onore della battaglia del 1859. Da lì in poi si ha la "rivoluzione democratica del colore", che passa dal tessile alle pitture, e presto ad ogni tipo di materiale.

-1889, la "seta artificiale" (da nitrocellulosa) di Chardonnet è un successo all'Expo di Parigi; in vent'anni entrano sul mercato raion viscosa, cupro, acetato, che modificano per sempre l'uso delle fibre prima nel campo dei tessuti tecnici e dei materali innovativi, poi in quelli dell'abbigliamento e arredamento. Oggi le fibre dai possibili maggiori sviluppi, soprattutto per ragioni di sosteniblità, sembrano essere di nuovo le artificiali cellulosiche - ne hanno parlato i ragazzi della scorsa 4C1 a ComoNext per IdeaImpresa 2012, con "Fibra azzurra, acqua chiara".

- le tante rivoluzioni dell'indaco. Dopo aver cambiato i codici cromatici occidentali dal XIV secolo, l'eccessivo impatto sociale ed ambientale delle coltivazioni di piante da indaco naturale è all'origine della rivolta indiana del 1859; nel 1897 viene commercializzato in forma sintetica dalla BASF, e già dopo pochi anni stravolge il mercato al punto di sbilanciare i rapporti di forza anglo-tedeschi, annichilendo la produzione di indaco naturale (poco tempo dopo, arrivano la 1^ Guerra Mondiale e le nuove rivolte in India cui partecipa Gandhi); dopo il 1950 si impone con i blue jeans come colore dell'uniforme globale; ...

- 1939, il Nylon (PA 6.6) creato da Carothers per la DuPont sfonda prima sul mercato di consumo (le calze) e poi come fibra tecnica, e ancora oggi è uno dei simboli del nostro stile di vita, prima ancora dell'onnipresente PET e di tutte le altre tecnofibre successive;

- 1963, il Nobel a Natta e Ziegler per la catalisi stereospecifica poggia anche sulla rivoluzione nel modo di vivere portata dal polipropilene della Montecatini, il più versatile tra tutti i materiali da costruzione, che si diffonde inizialmente proprio come fibra per l'abbigliamento e oggi è tra le fibre tecniche più importanti.

...e poi?

 

 

 

di moda e di fantasmi

Commento veloce: avrete visto che grazie alla nostra webmaster sono stati stabilizzati alcuni problemi dei link, così adesso la pagina che era "2011 Anno della Chimica" compare in tutto il sito con il titolo che ha dal 2012, "La chimica è di moda!", mentre quanto alle "classi fantasma", 3M1 e 3M2 possono trovare i loro link senza dover passare attraverso l'estinta "3T", che rimane come riferimento per i post più vecchi (anche perchè se lo cambio in tutti si scombinano le cronologie, e poi se nessuno ne sente la necessità, visto che ce la cavavamo anche prima...)


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