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Nobel per la Chimica 2012: and the winner is... (e qualche commento sui commenti)

La giornata-Nobel, che noi abbiamo iniziato con la cronaca in diretta fatta stamattina dal pc della scuola, in tutto il mondo è stata ricca di osservazioni e anche di polemiche. Vale allora la pena di fare qualche commento per capire il senso di queste riflessioni.

I due premiati hanno avuto un percorso educativo in cui sono partiti da una preparazione di base in chimica, per poi dedicarsi alla medicina, ed anche queste ricerche sono a prima vista più legate alla biologia ed alla medicina che alla chimica in senso stretto. Il che è successo più volte negli ultimi decenni.
Così molti hanno commentato che "quest'anno sono andati due Nobel alla medicina e nessuno alla chimica" o magari che "sarebbe meglio istituire un Nobel per la biologia, così almeno i chimici-chimici possono ricominciare a vincere i premi". Diciamolo: sono critiche molto sensate anche perchè rivendicano il ruolo teorico e pratico dei tantissimi altri settori della nostra disciplina, e dei grandi scienziati per cui molti di noi tifavano.

Però non c'è solo questo.
Per prima cosa, noi sappiamo da sempre che una solida educazione di base rivolta agli aspetti applicativi e non solo alla teoria, come quella degli Istituti Tecnici, sveglia la mente e permette di proseguire il proprio percorso in molti altri campi operativi: quanti sono i Periti Chimici Tintori che, nei decenni, sono partiti dal Setificio per diventare proprio dei bravi medici?
Inoltre, come pensavo stamattina a botta calda e come mi era capitato di ricordare spesso anche su queste pagine, proprio l'approccio integrato, moderno, supramolecolare, che dovrebbe essere alla base della chimica tintoriale e dei materiali tessili sembra fatto apposta per far crescere menti aperte, interdisciplinari e senza paraocchi: e allora, continuiamo a sviluppare e aggiornare la nostra specificità educativa!

A fine giornata ho letto le riflessioni di Bassam Shakhashiri, il poliedrico presidente dell'American Chemical Society cui ci siamo spesso riferiti, che penso abbiano centrato la sintesi della discussione.

Un secolo e mezzo fa, ai tempi di Nobel (che era un chimico industriale!), le "scienze" erano poche e ben separate da confini netti. La chimica, non dimentichiamolo, era la scienza più potente e alla moda per i benefici che portava all'umanità. Oggi queste aree disciplinari o "professionali" si sono sempre più sfumate, ma ancora meglio si comprende come la chimica sia la scienza centrale, che raccorda tutte le altre.
È vero che a volte ed a prima vista sembra perdere la propria identità, ma proprio nel momento in cui permea ogni altro settore scientifico (e lo fornisce di strumenti) è la chimica, che vince.

Quindi, ben vengano i Nobel che ne mostrano la basilare importanza in ogni settore, nel momento in cui nessuno può fare a meno della chimica se vuole consentire il progresso delle condizioni di vita dell'umanità nel suo ambiente, di fronte alle sfide del nostro secolo.
In questo senso è fondamentale assicurare ad ogni persona una educazione scientifica che consenta di essere uomini e donne consapevoli e protagonisti del futuro che ci aspetta, e il diritto di godere realmente delle possibilità che la chimica ci mette a disposizione.

 


 

Puntualissima quest'anno la cerimonia! eccoli qua i vincitori:  

Robert J. Lefkowitz e Brian K. Kobilka, statunitensi di evidente origine mitteleuropea, per "studies of G-protein-coupled receptors". Ovvero, due biochimici organici dedicati allo studio di recettori cellulari. Importante per le possibili applicazioni mediche ma anche per le interfasi delle cellule ed il modo in cui le sostanza vi passano attraverso. Ovvero, come fa una cellula a sentire quel che succede al di fuori di essa, come avviene la comunicazione chimica attraverso la membrana... sbaglio, o un'altra volta ancora è un argomento per cui chi ha studiato la chimica delle fibre e della tintura dovrebbe avere qualche buona base di partenza?

Si tratta di studi che il primo ha iniziato negli anni '68 con l'uso di marcatori radioattivi e che il secondo ha potuto "fotografare" nel 2011 vedendo come una molecola di adrenalina interagisce con una cellula... stimolante!

Per saperne di più possiamo leggere http://www.kva.se/en/pressroom/Press-releases-2012/The-Nobel-Prize-in-Chemistry-2012/. Nel frattempo, il colpaccio giornalistico di avere in diretta da Stoccolma al telefono Lefkowitz, che ha detto di essere stato svegliato all'aba (negli USA) da qualcuno che gli diceva di stare vicino al telefono... 

 


 

Eccoci qui, nella tarda mattinata sapremo per chi si è pronunciata la giuria di Stoccolma. Da quando è facile seguirle in streaming dalla rete, le proclamazione dei Nobel sono diventate un avvenimento seguito da tifosi e supportars come forse non era mai successo. Ricordate che avevamo fatto in diretta web, con le nostre classi di allora, i complimenti ad Andrej Gejm  e Konstantin Novosëlov per "il più chimico dei Nobel per la fisica", nel 2010; l'anno scorso abbiamo lungamente commentato l'imprevista vittoria in solitaria del chimico Dan Schechtman. E stavolta?

In attesa di collegarci anche stamattina, stiamo guardando le (finte) puntate raccolte da numerosi siti internazionali. Il mio candidato, come si può capire da diversi post che ho scritto anche qui, è... beh, una persona che ha tante sfumature di colore! vediamo, e per chi non è in aula a far lezione il collegamento è questo. Oppure, un buon mirror come questo.


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