Istituto Statale di Istruzione Superiore Paolo Carcano

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Tutti i post dai blog didattici

La lista delle materie è qui a fianco oppure alla pagina di indice.

I docenti che inseriscono contenuti possono recuperare da qui le istruzioni di base, in formato .pdf (114 kb)

Non ce ne siamo ancora andati! (agg. 28.11)

È ormai parecchio tempo che questo blog non compaiono nuove pagine.

Da quando è iniziato il nuovo anno scolastico, il sito principale e “ufficiale” del Setificio è diventato l'altro, inoltre c'è stata l'introduzione del registro elettronico, che ha molte funzionalità anche per quanto riguarda lo scambio di informazioni, ed i nostri esperti stanno lavorando per renderle pienamente operative.

Tuttavia, in previsione del trasferimento dei materiali da questo sito al nuovo (la cosa non è semplicissima) userò questa pagina come punto di collegamento per scaricare alcuni materiali che abbiamo prodotto o stiamo producendo con le classi.

Il primo documento che carico è relativo alla scenografica manifestazione che le classi di moda hanno contribuito a realizzare sulle rive e sui ponti del Cosia, sabato 16 novembre.

Si tratta anche di una lettura utile in vista di approfondimenti e della prossima verifica. A seguire, inseriremo altri materiali relativi al lavoro delle scorse settimane.


Il secondo documento è una risoluzione di semplicissimi esercizi dimensionali, che servono come "riscaldamento" per saper usare le unità ed i prefissi del sistema internazionale oltre che per impratichirsi ad immaginare le dimensioni degli oggetti mocroscopici di cui ci occupiamo in chimica, in biologia, ma anche nell arti grafiche o nel finissaggio tessile. È spiegato nei minimi dettagli, fino ai più banali, per aiutare gli studenti ancora un po' inesperti.

- nota: la versione 1.1 contiene la correzione di un paio di refusi e una migliore scrittura di un dato. Grazie a chi mi ha segnalato la cosa.


 

Appena possibile inserirò la versione svolta di un paio di compiti svolti in classe.

 

Come il tessile cambia la storia: variazioni sul tema

I tessili cambiano la storia?

Molti di noi al Setificio sono convinti di voler diventare players di un gioco di alto livello, fatto di creazione artistica, di eleganza, di fantasia; o, meglio ancora, di essere già dei giovani giocatori allenati, pronti per essere selezionati da qualche grande squadra, anche perchè il nostro è uno dei pochi giochi dell'economia che tira alla grande anche in questo momento di crisi interminabile. Giocando nei nostri diversi ruoli: chimici, tessitori, disegnatori... meglio ancora se un giocatore è versatile e può spostarsi in diverse parti del campo a seconda di come va la partita.

Ed è vero, ed è giusto che sia così. Ma la cosa formidabile è che non c'è solo quello. Riusciamo a pensarci anche come parte di una realtà scientifico-tecnica veramente innovativa, hi-tech, che costruisce il futuro?

Chiarisco ancora di più la domanda: quanti di noi alla fine delle scuole medie hanno scelto il Setificio anche, o soprattutto, per essere avanti? o magari hanno capito, strada facendo, le potenzialità che questo mondo ci offre, e quanto sia stata una bella idea salire le scale di via Castelnuovo?

Facciamo qualche esempio, così ci capiamo meglio.

Perché non produciamo seta sintetica?

Dicembre 1963: Giulio Natta e Karl Ziegler vincono il premio Nobel. Abbiamo già iniziato a celebrare la ricorrenza dell'unico Nobel per la chimica vinto da un italiano, guardandoci un documentario sugli anni del boom economico e cercando di renderci conto di come fosse incredibilmente diverso il mondo dei nostri genitori (pardon, dei miei genitori, volevo dire: dei vosti nonni).

Senza le materie plastiche di largo impiego e dai prezzi contenuti, fra i quali ancora oggi il polipropilene è sovrano indiscusso, la qualità della nostra vita attuale retrocederebbe a livelli che sarebbero quasi insostenibili per la maggior parte di noi, senza parlare di quali sarebbero le problematiche ambiantali di un mondo che nel frattempo ha moltiplicato la propria popolazione.

In quel documentario avevamo anche osservato che molto spesso chi palava di materie plastiche cinquant'anni fa le chiamava fibre. Strano, ma comprensibile se si pensa che fino ad allora gli unici materiali plastici di larga diffusione (a parte i termoindurenti come bakelite e formica) erano stati proprio usati per le fibre: prima le artificiali, da cui era nata anche la prima industria della pellicole (il cellophane e le pellicole fotografiche) e poi le sintetiche, uscite da una prima fase rudimentale quando, alla fine degli anni '30, vennero introdotte PA 6.6 (nylon) e PA 6 (perlon).

Con la plastica si facevano fibre; cinquant'anni fa, iniziavano a diffondersi PET e PAN, mentre avevano un discreto mercato alcune olefiniche (prima le clorurate, poi ovvamente il PP). Ma era raro vedere bottiglie, tubi, giocattoli, imballaggi, attrezzi sportivi di "plastica"; c'erano i polimeri acrilici come il PMMA, ma erano ancora un po' esotici e costosi... chi avrebbe mai usato a scuola un righello di plastica al posto di uno di legno o metallo?

Papa Francesco, perito chimico!

Francesco è il primo Papa di questo nome, il primo sudamericano, il primo gesuita, il primo figlio di emigrati italiani all'estero, ma anche il primo perito chimico!

Jorge M. Bergoglio si diplomò Técnico Químico presso la Escuela Industrial Hipolito Yrigoyen del "Gran Buenos Aires". A 21 anni decise di entrare in seminario. Per un periodo ha insegnato in un lontano istituto tecnico del Nord, per cui è anche il primo Papa ad essere stato prof supplente di chimica!

Al momento non ne sappiamo molto di più: per ora ci hanno raccontato della sua passione per il tango e per la ragazza con cui usciva allora, ma vedrete che i particolari arriveranno!

 

Quanto alla scuola dove si è diplomato, il 27° Istituto tecnico è una scuola di periferia della grande metropoli argentina. Offre corsi diurni e serali. Qui la pagina della loro offerta formativa: http://escuelatecnica27.blogspot.it/search/label/Estructura%20de%20la%20....

Si trova a 34.621228°S, 58.517693°O, se volete cercarla su qualche mappa satellitare.

Trovandosi nell'emisfero Sud, attualmente sono all'inizio del nuovo anno scolastico.

Digitalia - alcuni spunti didattici tra chimica, colore e ICT (+ grafici e foglio di calcolo)

Nei giorni scorsi il nostro collegio docenti si è pronunciato per l'introduzione di progetti di “didattica digitale”. Mi sembra quindi un titolo adatto per fare un aggiornamento dedicato soprattutto alle due quinte di Chimica Tintoria, ma che credo possa essere utile anche per molti altri. Il filo conduttore è quello del digitale nella scuola.

Avrei potuto scrivere quattro pagine differenti, ma per stavolta preferisco tenere le cose insieme e metto un indice qui all'inizio

... la comunicazione digitale non è mai neutra...
...
scrivere wiki-pagine aiuta ad imparare (ma al Setificio lo facevamo da sempre?)...
...
i file di dati spettrofotocolorimetrici per i lavori delle nostre due quinte (e non solo)...
...
il nuovo numero di Digital textile, una rivista interessante...

 

Primo spunto: la comunicazione digitale non è mai neutra.

Matassine che mostrano l'effetto delle differenti condizioni di tintura a parità di colorante impiegato

Colloqui sullo stage, l'esame e tutto il resto

I nostri eroi delle quinte hanno iniziato il 2013 con due settimane di stage in azienda. Una esperienza che può essere a volte entusiasmante, rare volte (per fortuna) poco soddisfacente, ma mai banale: spesso risulta indimenticabile anche per chi poi si dedicherà a tutt'altro. Per me era stato così, quel luglio 1978 tra la quarta e la quinta, in una tintostamperia, dato che molti anni dopo avevo saputo costruirmi una professionalità nel settore anche ripensando a quelle prime limitate esperienze. Mi pare sia così per chi lo svolge oggi, stante che il Setificio mette in grado di svolgere non uno ma addirittura tre periodi (nelle estati tra terza e quarta e quarta e quinta, e durante la quinta).

In 5C2, classe di cui sono coordinatore e di cui tutto lascia supporre sarò anche commissario interno d'esame , avevamo concordato che al rientro ci sarebbe stato un pomeriggio in cui, al posto delle lezioni in laboratorio, ci saremmo dedicati a una sequenza consecutiva di esposizione di tutte le proprie esperienze durante lo stage. Ognuno ha avuto a disposizione uno spazio di 10 minuti, secondo questa traccia concordata (grazie, Giorgia):

- periodo di lavoro
- luogo
- caratteristiche dell'azienda
- reparto in cui si ha svolto lo stage
- mansioni specifiche.
- spiegazioni (esauriente) delle mansioni svolte
- commenti.

Così, abbiamo sorteggiato con il lancio della moneta la "lettera" da cui iniziare i colloqui e ci siamo messi all'opera.

ABBRACCI

 

carissimi tutti,

guardate cosa "combina" un gruppo di ragazzi di Sondrio .... davvero commovente!!!!

 

http://www.youtube.com/watch_popup?v=hN8CKwdosjE

Santo Natale 2012

                     AUGURI A TUTTI 

 

Studenti

colleghe e colleghi e

genitori

 

Santina  

 

Avvento: tempo di attesa

 

AVVENTO 2012

Anche quest’anno abbiamo fatto il nostro ingresso nel tempo di Avvento che è tempo di attesa. Attesa … ha ancora significato oggi questo termine?

     Non è facile oggi comprenderne il senso perché nella nostra società occidentale se ne è smarrito il significato a causa del fatto che la cultura odierna ci ammalia con l’illusione che noi saremo felici solamente nel caso in cui avremo soddisfatto tutti i nostri bisogni, molti dei quali indotti dal mercato e dal consumismo, non appena essi insorgono.

     Purtroppo viviamo una condizione costante di infelicità perché, soddisfatto un bisogno, se ne affaccia un altro e così via di seguito in un’incalzante rincorsa al possesso che ci precipita sempre più in una condizione di frustrazione.

corona2.gif

Un plauso per chi sa andare "oltre"

 Ho chiesto un "semplice" lavoro agli studenti affinchè mi indicassero un'opera artistica raffigurante il volto di Gesù che fosse di loro gradimento. Non senza riconoscere l'impegno di tutti gli studenti, voglio rendere pubblico il lavoro di alcuni che hanno realizzato ricercerche particolarmente significativi raggiungendo un risultato di ottimo livello che mi ha "generato", nel contempo, emozione e soddisfazione che mi pare bello condividere con tutti i frequentatori del blog.

Santina

n.b. per la visione dei lavori cliccare sui seguenti link 

skydrive.live.com/redir

 skydrive.live.com/redir

skydrive.live.com/redir

skydrive.live.com/redir

skydrive.live.com/redir

Reologia in allegria (tra rapporti di spremitura e schizzi di ketchup)

Questa mattina abbiamo cercato di vedere se le nostre idee un po' bizzarre per la preparazione al foulard di un tessuto di cotone da stampare ad inkjet fossero realmente praticabili o no.

(...)

questo post e le relative immagini sono rimasti in sospeso per problemi tecnici che hanno impedito agli studenti di proseguire il lavoro nei tempi previsti. Il lavoro verrà ripreso in seguito.

La stampa a rapporto, con gli occhi del chimico - chimica e bellezza, uovo e gallina?

Con le quinte chimico tintore, in questi giorni stiamo vedendo come si passa dalla teoria della stampa alla pratica (questa pagina è stata "aperta" in diretta durante la lezione con la 5C1). In particolare, distinguendo la differenza tra la stampa piazzata e quella a rapporto, dapprima con le immagini digitali e l'inkjet, poi con la stampa tradizionale (passando attraverso disegno, lucido, fotoincisione, quadro...).

Anche se, per il momento, ci siamo limitati a immagini fotografiche con solo un po' di sfondo a rapporto, come nella foto (ahi che nostalgia di Barcellona '11 e delle vacanze...).

Per i nostri amici disegnatori quello che diremo sembrerà veramente banale, visto che loro ci si applicano per anni e lo studiano fin da piccoli.

Ma quello che interessa a noi è vedere che questi concetti sono intrinsecamente, splendidamente chimici.

Ricordate il Nobel per la chimica 2011, di cui abbiamo parlato qui? Daniel Shechtman, la sua attenzione nel vedere ciò che appariva nel suo laboratorio, nel crederlo possibile anche se sembrava assurdo (eyn chaya kazo!), nell'usare in modo impeccabile il quaderno di laboratorio, eccetera?

Le strutture quasicristalline da lui scoperte riprendono oggetti già noti nell'arte antica e studiati matematicamente, per esempio, da Roger Penrose, su cui vi consiglio la versione inglese di questo articolo di Wikipedia (non è soltanto per le voci chimiche, che le versioni italiane non siano altrettanto ricche).

5c1 a getto.jpg

una piccola riflessione ...

 

carissimi volevo semplicemente condividere una piccola riflessione:

Sabato un ragazzo del primo anno di fronte ad una richiesta di semplice meglio contegno scolastico mi ha risposto: "io faccio solo ciò che mi è utile e di cui ho un tornaconto". ebbene si ha proprio usato questa espressione! (sigh!). Mi sono domandata come donna, moglie, madre e docente: ma cosa trasmettiamo ai nostri giovani? dove è andato a finire l'amore per la conoscenza, per la sapienza, la curiosità, la ricerca del bello ... "Casualmente" il giorno successivo ho letto queste parole:

L'ultraleggerezza dei tessili del futuro - si inaugura il Centro Europeo

Spesso nei nostri discorsi siamo più rivolti al passato e ad un presente che rincorre il passato, piuttosto che al futuro, dimenticando la non trascurabile differenza che sul passato intervenire ben poco, mentre il futuro possiamo costruircelo noi. O almeno val la pena di provarci.

È quello che evidentemente ha ispirato gli ideatori del Centre Européen des Textiles Innovants (spero che il vostro francese sia sufficiente da non richiedere una traduzione!). È in Francia, su su nel cuneo tra la Manica e il Belgio: a Tourcoing, vicino a Roubaix (e almeno a questo nome gli amanti dello sport avranno alzato le orecchie); 50.706680°N, 3.164886°E, per la precisione e per gli amanti del GPS.

Si tratta di un centro di ricerca per il quale sono stati investiti la bellezza di 50 M€, per lo studio e la realizzazione di prototipi di tessili inovativi; non solo per "tessuti" ma anche per tutti quelli che genericamente chiamiamo tessili tecnici. Viene inaugurato proprio in questi giorni, con un congresso ricco di interventi. Per l'occasione si apre anche una mostra che resterà aperta fino alla fine di dicembre e di cui qui vedete l'anteprima:  Futurotextiles, dedicata al tema dell'ultraleggerezza (negli abiti, ma anche negli oggetti di uso comune e specialistico o magari per la produzione di materiali per le tecnologie del futuro).

Quel che ci interessa qui è soprattutto la riflessione sull'antica domanda: cosa vuoi fare da grande?

Nobel per la Chimica 2012: and the winner is... (e qualche commento sui commenti)

La giornata-Nobel, che noi abbiamo iniziato con la cronaca in diretta fatta stamattina dal pc della scuola, in tutto il mondo è stata ricca di osservazioni e anche di polemiche. Vale allora la pena di fare qualche commento per capire il senso di queste riflessioni.

I due premiati hanno avuto un percorso educativo in cui sono partiti da una preparazione di base in chimica, per poi dedicarsi alla medicina, ed anche queste ricerche sono a prima vista più legate alla biologia ed alla medicina che alla chimica in senso stretto. Il che è successo più volte negli ultimi decenni.
Così molti hanno commentato che "quest'anno sono andati due Nobel alla medicina e nessuno alla chimica" o magari che "sarebbe meglio istituire un Nobel per la biologia, così almeno i chimici-chimici possono ricominciare a vincere i premi". Diciamolo: sono critiche molto sensate anche perchè rivendicano il ruolo teorico e pratico dei tantissimi altri settori della nostra disciplina, e dei grandi scienziati per cui molti di noi tifavano.

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